Donna
- Uomo: Quale' la loro relazione secondo la Chiesa Cattolica?
Che cosa dice lo Chiesa circa lo
relazione tra l'uomo e la donna?
- La Chiesa, illuminata dalla fede in Gesù
Cristo, afferma:
- il carattere personale dell' essere umano: sia
l'uomo
sia la donna sono una persona, in eguale misura;
- la medesima dignità delle persone, la
quale si realizza come complementarità fisica, psicologica
ed ontologica, dando luogo ad un'armonica "unidualità"
relazionale; l’uomo e la donna sono allo stesso tempo uguali
in quanto persone e complementari in quanto maschile e femminile; nella
loro uguaglianza e nella loro differenza, l'uno e l'altra hanno una
dignità comune; entrambi sono esseri umani allo stesso
grado;
- l'importanza e il senso della differrenza
sessuale;
- l'esistenza dell'uno con e per l'altra (e non
l'uno
contro l'altra);
- l'approccio relazionale, non concorrenziale
né di rivalsa;
- la vocazione alla reciprocità,
complementarità, collaborazione, comunione e collaborazione
attiva tra l’uomo e la donna, che parte dal riconoscimento
della radicata, originaria, profonda e complementare
diversità tra loro;
- la presenza del peccato, che deturpa ma non
annulla
tale positiva relazione e collaborazione.
- Questa unità duale dell'uomo e della donna
si basa sul fondamento della dignità di ogni persona, creata
a immagine e somiglianza di Dio, il quale "maschio e femmina li
creò" (Gn 1, 27), evitando tanto una
uniformità indistinta e una uguaglianza appiattita e
impoverente quanto una differenza abissale e conflittuale. Questa
unità duale porta con sé, iscritta nei corpi e
nelle anime, la relazione con l'altro, l'amore per l'altro, la
comunione inter-personale (cfr Giovanni
Paolo II, Lettera alle donne, 8).
Dove fonda la Chiesa questa sua
concezione?
La fonda sulla Sacra Scrittura, ricca anche di umana sapienza, in cui
questa concezione si è manifestata progressivamente grazie
all'intervento di Dio a favore dell'umanità.
Come l'Antico Testamento presenta
l'importanza dell'uomo e della donna?
In vari modi.
Ad esempio, l'Antico Testamento:
- configura una storia di salvezza che mette
simultaneamente in gioco la partecipazione del maschile e del
femminile,l'importanza dell'uomo e della donna;
- utilizza un vocabolario nuziale: Dio si fa conoscere
come sposo che ama Israele, sua sposa. Questo vocabolario tocca la
natura stessa della relazione che Dio stabilisce con il suo popolo,
anche se questa relazione è più ampia di
ciò che si può sperimentare nell' esperienza
nuziale umana;
- presenta un amore umanissimo, che celebra la bellezza
dei corpi e la felicità della ricerca reciproca, e nel quale
si esprime altresì l'amore divino per il suo popolo (si veda
ad es. il biblico Cantico
dei Cantici ).
E il Nuovo Testamento come
presenta lo relazione tra l'uomo e la donna?
Il Nuovo Testamento conferma e completa quanto già presente
nell'Antico Testamento:
- Gesù Cristo Figlio di Dio fatto Uomo,
nella sua mascolinità, assume nella sua persona tutto
ciò che il simbolismo Antico Testamentario aveva applicato
all'amore di Dio per il suo popolo, descritto come l'amore di uno sposo
per la sua sposa;
- la Vergine Maria, come eletta figlia di Sion, nella
sua femminilità, ricapitola e trasfigura la condizione di
Israele/Sposa in attesa del giorno della sua salvezza;
- la Sposa amata da Cristo Sposo è la Chiesa;
- la Rivelazione stessa si conclude con la parola della
Sposa e dello Spirito che implorano la venuta dello Sposo: "Vieni,
Signore Gesù" (Ap
22, 20);
- l'amore totale e indissolubile dell'uomo e della
donna, vissuto nella forza della vita battesimale, diventa Sacramento,
cioè realtà che manifesta e comunica l'amore del
Cristo e della Chiesa;
- nella grazia del Cristo che rinnova il loro cuore,
l'uomo e la donna diventano capaci di liberarsi dal peccato e di
conoscere la gioia del dono reciproco. Nella forza della Risurrezione
di Cristo, è possibile la vittoria della fedeltà
sulle debolezze, sulle ferite subite e sui peccati della coppia;
- la rivalità, l'inimicizia e la violenza
che sfigurano la relazione dell'uomo e della donna sono, nel Cristo,
superabili e superate. La loro differenza non diventa motivo di
discordia da superare con la negazione o con il livellamento, ma una
possibilità di collaborazione che bisogna coltivare con il
rispetto reciproco della distinzione.
Nella concezione cristiana, qual
è l'importanza della sessualità della persona?
La sessualità, nella concezione cristiana, ha una grande
importanza dal punto di vista sia antropologico sia teologico.
- La dimensione antropologica
della sessualità: nella Fede cristiana
- è l'umanità sessuata che
è dichiarata esplicitamente "immagine di Dio";
- la sessualità caratterizza l'uomo e la
donna non solo sul piano fisico, ma anche su quello psicologico e
spirituale, improntando ogni loro espressione;
- essa è una componente fondamentale della
personalità, un suo modo di essere, di manifestarsi, di
comunicare con gli altri, di sentire, di esprimere e di vivere l'amore
umano;
- viene affermato il carattere sponsale del corpo, in
cui si iscrive la mascolinità e la femminilità
della persona.
- La dimensione teologica
della sessualità:
- la distinzione uomo-donna è voluta e
creata da Dio: "Dio creò l'uomo a sua immagine, ad immagine
di Dio lo creò, maschio e femmina li creò" (Gn 1, 26-27);
- la relazione tra l'uomo e la donna è
buona, ma è stata ferita dal peccato, ha bisogno pertanto di
essere guarita: e Cristo lo può e lo vuole fare.
Quali sono gli aspetti negativi,
oggi, nella relazione tra la donna e l'uomo?
- Ecco alcune negatività che si rilevano
oggi nella relazione tra l'uomo e la donna:
- subordinazione, che fa venir meno il rispetto e la
collaborazione vicendevole;
- antagonismo, rivalità tra loro;
- atteggiamento di contestazione;
- contrapposizione, diffidente e difensiva;
- cancellazione delle differenze tra l'uomo e la
donna, a cominciare da quelle biologico-sessuali, considerate come
semplici effetti di un condizionamento storico-culturale.
- Tali negatività non possono tuttavia
essere generalizzate, e comunque possono e devono essere superate.
Quali conseguenze produce
l'oscurarsi di questa differenza o dualità dei sessi?
- Produce, a diversi livelli, conseguenze enormi, come
ad esempio:
- la messa in questione della famiglia, la cui natura
fondamentale è bi-parentale, e cioè composta di
padre e di madre;
- l' equiparazione dell' omosessualità
all'eterosessualità;
- un modello nuovo di sessualità polimorfa;
- libertà per ogni persona di modellarsi a
suo piacimento;
- ininfluenza del fatto che il Figlio di Dio abbia
assunto la natura umana nella sua forma maschile.
- In particolare, il non riconoscere la differenza
sessuale tra l'uomo e la donna può portare perfino al
rifiuto delle Sacre Scritture, che trasmetterebbero una concezione
patriarcale di Dio, alimentata da una cultura essenzialmente
maschilista.
In che cosa consiste
l'originalità della donna, secondo la visione cristiana?
La donna conserva l'intuizione profonda che il meglio della sua vita
è fatto di attività orientate al risveglio
dell'altro, alla sua crescita, alla sua protezione. Indica la
capacità fondamentalmente di ogni essere umano di vivere per
l'altro e grazie all'altro. La promozione della donna all'interno della
società, pertanto, deve essere compresa e voluta come una
umanizzazione della persona umana, uomo o donna che sia, e della
società stessa, realizzata attraverso quei valori riscoperti
grazie alle donne.
Come si esprime tale intuizione?
Questa intuizione è collegata alla capacità
fisica della donna di dare la vita. Vissuta o potenziale, tale
capacità è una realtà che struttura la
personalità femminile in profondità.
La capacità biologica
di dare la vita che cosa consente alla donna?
- Le consente di acquisire molto presto
maturità,
senso della gravità della vita e delle
responsabilità che
essa implica.
- Sviluppa in lei il senso ed il rispetto del concreto,
che si oppone ad astrazioni spesso letali per l'esistenza degli
individui e della società.
- È la donna, infine, che, anche nelle
situazioni più disperate e la storia passata e presente ne
è testimone possiede una capacità unica
di resistere nelle avversità, di rendere la vita ancora
possibile pur in situazioni estreme, di conservare un senso tenace del
futuro e, da ultimo, di ricordare con le lacrime il prezzo di ogni vita
umana.
La donna va considerata soltanto
sotto il profilo della procreazione biologica?
No certamente! La stessa esistenza della vocazione cristiana alla
verginità contesta radicalmente la pretesa di rinchiudere le
donne in un destino che sarebbe semplicemente biologico.
Quale relazione esiste tra
maternità fisica e verginità?
Esiste una relazione di complementarità. Come la
verginità riceve dalla maternità fisica il
richiamo che non esiste vocazione cristiana se non nel dono concreto di
sé all'altro, parimenti la maternità fisica
riceve dalla verginità il richiamo alla sua dimensione
fondamentalmente spirituale: non è accontentandosi di dare
la vita fisica che si genera veramente l'altro. Ciò
significa che la maternità può trovare forme di
realizzazione piena anche laddove non c'è generazione fisica.
Papa Giovanni Paolo II parla di
genio della donna. Che cosa implica tale peculiarità, nella
vita della società?
- L'espressione “genio femminile”, che Giovanni
Paolo II attribuisce alla donna, indica la capacità della donna
di “vedere lontano”, “intuire”, “vedere
con gli occhi del cuore”.
- Implica inoltre che la donna sia presente
attivamente e anche con fermezza nella famiglia, società
primordiale e, in un certo senso, sovrana, ove la persona impara ad
essere amata ed amare, essere rispettata e rispettare, conoscere e
amare Dio. Tornerà ad onore della società rendere
possibile alla madre di dedicarsi alla cura e all' educazione dei figli
secondo i bisogni differenziati della loro età. E
ciò senza ostacolarne la libertà, senza
discriminazione psicologica o pratica, senza penalizzazione nei
confronti delle sue compagne.
- Implica anche che le donne siano presenti nel mondo
del lavoro e dell'organizzazione sociale e che abbiano accesso a posti
di responsabilità che offrano loro la possibilità
di ispirare le politiche delle nazioni e di promuovere soluzioni
innovative ai problemi economici e sociali.
Come armonizzare famiglia e
lavoro per la donna?
- Il problema non è solo giuridico,
economico ed organizzativo. È innanzitutto un problema di
mentalità, di cultura e di rispetto.
- Ciò comporta:
- una legislazione e organizzazione del lavoro in
armonia con le esigenze della missione della donna all'interno della
famiglia;
- una giusta valorizzazione del lavoro svolto dalla
donna nella famiglia. Il lavoro casalingo, "a cominciare da quello
della madre, proprio perché finalizzato e dedicato al
servizio
della qualità della vita, costituisce un tipo di
attività
lavorativa eminentemente personale e personalizzante, che deve essere
socialmente riconosciuta e valorizzata, anche mediante un corrispettivo
economico almeno pari a quello di altri lavori” (Compendio
della Dottrina Sociale della Chiesa, 250);
- il rispetto delle caratteristiche delle donne che
sono diverse da quelle dell'uomo;
- la presenza delle donne nel mondo del lavoro e
dell'organizzazione sociale e politica.
Qual'è il ruolo della
donna nella vita della Chiesa?
- Le donne sono chiamate ad essere modelli e testimoni
insostituibili per tutti i cristiani di come la Sposa (la Chiesa) deve
rispondere con l'amore all'amore dello Sposo (Cristo Signore).
- La figura della Vergine Maria costituisce nella
Chiesa il riferimento fondamentale, quale modello di atteggiamenti, i
quali, pur tipici di ogni battezzato, di fatto sono caratteristici
della donna, che li vive con particolare intensità e
naturalezza.
Quali sono gli atteggiamenti in
cui Maria è modello?
- Maria è modello:
- nell' ascoltare e nell' accogliere la Parola di Dio;
- nel rendere lode e grazie a Dio, per tutti i
benefici (cfr. 'Magnificat');
- nel riconoscere l'infinita umiltà di
Dio, che si
fa uomo nel suo Figlio, che va a morire in croce per la salvezza
dell'umanità.
- Maria, non solo è modello, ma è
anche colei
che intercede presso Dio, perché ogni persona umana possa
assomigliare sempre più, nella santità di vita,
al suo
diletto Figlio Gesù.
Chi è il
più grande davanti a Dio?
Chi imita maggiormente Cristo! E dunque chi è più
Santo, è anche il più grande in terra e in Cielo!
E questo è il miglior traguardo sia per la donna sia per
l'uomo, senza distinzione.
Il Primicerio
della Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo in Roma
Monsignor Raffaello Martinelli

NB: per
approfondire l'argomento, si legga:
- Congregazione per
la Dottrina della Fede, Lettera ai Vescovi della Chiesa
Cattolica sulla collaborazione dell 'uomo e della donna nella
chiesa e nel mondo, 2004.
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