home page indice pagina precedente pagina successiva

B) LA LITURGIA EUCARISTICA

CHE COSA COMPRENDE LA LITURGIA EUCARISTICA?

La liturgia eucaristica comprende:

la presentazione del pane e del vino, che vengono offerti a Dio.


Tale presentazione dei Doni:

richiama l’attenzione sul pane e sul vino, che diverranno il Corpo e il Sangue del Signore. È ad essi che va dato risalto, prima che agli altri doni per il culto e la carità, in quanto è per essi che avviene la preparazione e la presentazione all’altare;

richiama il grande Dono di amore, l’Eucaristia, che dà impulso alla carità verso i più poveri e bisognosi. In tal contesto acquista la dovuta importanza la raccolta dell’elemosina durante l’offertorio, destinata ai poveri e alle necessità della Chiesa;

significa la nostra esistenza che viene offerta insieme a quella di Cristo quale offerta a Lui gradita;

esprime la sofferenza e l’impegno di vivere come Cristo e secondo il comandamento dato ai suoi discepoli;

L’adorazione dei Magi, particolare del Sarcofago “dogmatico”, ca. 330-340 d.C., Musei Vaticani, Museo Pio Cristiano, inv. 31427.

Sul sarcofago “dogmatico” l’Epifania, con l’offerta dei doni da parte dei Magi, è rappresentata nel registro inferiore, ed è posta in stretta relazione con la creazione di Eva operata dalla Trinità, raffigurata nel registro superiore. Un particolare si rivela in tal senso determinante: i Magi riconoscono l’origine divina di Gesù in una triplice stella, che uno dei Magi indica con la mano destra alzata – si faccia caso a questo singolarissimo elemento, un’unicum nell’arte paleocristiana –, che sottolinea come in Cristo, Figlio di Dio fatto uomo, risplenda la luce di tutto Dio. Maria ha alle spalle non già Giuseppe, che apparirà più tardi nell’arte cristiana, ma il profeta della stella, Bàlaam (cfr. Nm 24,17), la cui figura è perfettamente corrispondente – nel registro superiore – allo Spirito divino (che “ha parlato per mezzo dei profeti”): ascoltando ed accogliendo la Parola di Dio, Maria ha permesso a Cristo, «Luce del mondo» (Gv 8,12), di assumere la natura umana e ridare così la luce all’umanità immersa nelle tenebre.
I magi offrono i loro doni a Cristo riconoscendolo come Dio (incenso) re (oro), che dà la sua vita morendo (mirra), e che cosi regna (oro) con amore su di noi e sull’universo intero.

90 91